"Questa settimana impareremo a preparare una crostata alla frutta, di fronte a voi troverete tutti gli ingredienti. Mettetevi all'opera" disse lo chef alla classe di apprendisti cuochi.
I ragazzi si misero subito all'opera.
Dopo una settimana di crostate alla frutta, lo chef disse "Mi raccomando questa è l'ultima lezione di crostate poi il corso è finito, non deludetemi proprio ora, cominciate subito a cucinare".
Quando il primo ragazzo scoprì il panno che copriva gli ingredienti pensò si trattasse di uno scherzo, ma subito un lieve brusio si alzò nella sala, tutti i ragazzi si guardarono e capirono che a tutti era toccata la stessa sorte, al posto della frutta c'erano peperoni, zucchine e melanzane.
Lo sgomento dei ragazzi si fece sempre più forte attraverso le loro voci e lo chef li zittì intimando "Muovetevi avete poco tempo!!!".
Trascorso il tempo necessario tutti consegnarono la crostata con le verdure, una vera porcheria ed ogni volta che un ragazzo mostrava la sua crostata di verdure lo chef muoveva rassegnato la testa a destra e sinistra.
L'ultimo ragazzo gli presentò delle verdure grigliate dicendo "l'accoppiamento crostata/verdura non credo sia giusto, una crostata senza niente non credo sia proponibile, l'unica cosa che mi sentivo di fare con gli ingredienti che avevo erano delle verdure grigliate" e fu in quel momento che un sorriso si fece strada sul viso dello chef il quale pensò soddisfatto "ben fatto".
La tecnica durante l'allenamento è un strumento non il fine ultimo, non l'obiettivo, attraverso la tecnica e l'allenamento riusciamo ad acquisire tutta una serie di strumenti che ci permettono di poterci esprimere liberamente, non siamo schiavi della tecnica ma padroni delle nostre potenzialità attraverso gli strumenti acquisiti dalla tecnica.
Se il nostro partner si sta allenando con noi sapendo già quello che io sto per fare e proprio per questo si sforza di non farmelo fare, non bisogna insistere, se lui cambia qualcosa la cambio anche io.
"Chi è più pazzo, il pazzo o il pazzo che lo segue?"
venerdì 24 gennaio 2014
venerdì 8 novembre 2013
Questione di consapevolezza
Oggi vi racconterò come si svolge la mia giornata media (e
voi direte …ecchissenefrega!!!)
Al mattino mi alzo verso le sette, mi lavo, faccio una
veloce colazione, mi vesto e scendo a prendere l’autobus, arrivo in ufficio,
prendo un caffè, mi dedico al lavoro, terminata la giornata di lavoro, ritorno
a casa, mangio , pratico aikido e vado a dormire.
Ora molti di voi staranno pensando “che tristezza, tutti i
giorni le stesse cose, ogni giorno uguale all’altro”.
Bene, proprio lì volevo arrivare.
Non metto in dubbio il fatto che ci sia una certa routine,
ma cosa fa diventare veramente un giorno diverso da un altro?
Il fatto che accada qualcosa di nuovo ci fa rendere una
giornata diversa da un'altra.
Ma possiamo mai passare la vita in maniera passiva,
aspettando che ci capiti davvero qualche evento che ci dia una botta di vita e
ci renda una giornata diversa dalle altre? Sarebbe molto triste vivere così,
significherebbe non essere padroni della propria vita ed aspettare che capiti
qualcosa di insolito.
Io credo che il vero segreto sia la consapevolezza.
Ogni momento della nostra vita, accadono infinite cose, che
non sappiamo cogliere perché viviamo in maniera automatica e passiva, come
quando al mattino ci laviamo il viso, ci stiamo rendendo veramente conto che ci
stiamo lavando il viso o ci buttiamo semplicemente acqua in faccia?
Il segreto è vivere nella piena consapevolezza di sé, essere
più presenti in ogni gesto che facciamo, renderci conto che c’è sempre un mondo
intorno a noi, solo così ogni gesto sarà unico, perché ogni attimo sarà diverso
da un altro.
"Un colpo, una vita".
lunedì 28 ottobre 2013
Piacevole storiella
Sono stato contattato da un amico/allievo il quale mi ha girato la storiella che porto di seguito, consapevole del fatto che io l'avrei apprezzata.
Tutto ciò mi ha dato da pensare, significa che quello che stiamo facendo a lezione funziona, i ragazzi stanno lavorando molto sull'approccio mentale ai problemi, sulla capacità di saper guardare il mondo da prospettive diverse e che forse anche in situazioni apparentemente impossibili, una via d'uscita si può sempre trovare.
E’ una giornata uggiosa in una piccola cittadina, piove e le strade sono deserte.
I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente.
Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma in un piccolo alberghetto.
Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione.
Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere.
1. Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda i suoi debiti.
2. Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito.
3. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola.
4. Qui il responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga la fattura delle sue consumazioni.
5. L’oste consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda così il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.
6. La prostituta corre con i 100 euro in albergo e salda il conto per l’affitto della camera per lavorare.
7. L’albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione.
8. In quel momento il turista scende le scale, riprende i soldi e se ne va dicendo che le camere non gli piacciono e lascia dalla città.
- Nessuno ha prodotto qualcosa
- Nessuno ha guadagnato qualcosa
- Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo
Tutto ciò mi ha dato da pensare, significa che quello che stiamo facendo a lezione funziona, i ragazzi stanno lavorando molto sull'approccio mentale ai problemi, sulla capacità di saper guardare il mondo da prospettive diverse e che forse anche in situazioni apparentemente impossibili, una via d'uscita si può sempre trovare.
E’ una giornata uggiosa in una piccola cittadina, piove e le strade sono deserte.
I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente.
Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma in un piccolo alberghetto.
Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione.
Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere.
1. Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda i suoi debiti.
2. Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito.
3. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola.
4. Qui il responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga la fattura delle sue consumazioni.
5. L’oste consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda così il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.
6. La prostituta corre con i 100 euro in albergo e salda il conto per l’affitto della camera per lavorare.
7. L’albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione.
8. In quel momento il turista scende le scale, riprende i soldi e se ne va dicendo che le camere non gli piacciono e lascia dalla città.
- Nessuno ha prodotto qualcosa
- Nessuno ha guadagnato qualcosa
- Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo
mercoledì 23 ottobre 2013
Io faccio Aikido
E’ strano il mondo, figuriamoci poi il mondo virtuale…
E’ sempre altissimo il numero di pseudo-litigi che si vedono
in rete, capita sovente che qualcuno un giorno si sveglia con una bandiera in
mano e sostiene che c’è gente che sbaglia e gente che fa bene, e gli altri che
stanno lì a guardare decidono con che bandiera stare, e si creano mini-fazioni,
gente che da un semplice o complicato commento cominciano a sollevare questioni
assurde e litigare tra loro.
Beh sapete che vi dico?
Io faccio Aikido.
Non mi interessa chi fa parte di una federazione, chi è dan
X e chi è cintura Y, non mi interessa sapere che c’è gente che gira il mondo
per cercare di fare stage, non mi interessa sapere da quanti anni la gente si
allena.
Decido chi seguire come insegnante, mi alleno e spero che
qualcuno decida che un giorno possa essere io ad insegnare qualcosa.
Tutto qui; sarebbe molto più semplice se si scegliesse di
praticare con questo spirito. E non parlo solo di pratica di arti marziali,
parlo proprio di approccio al mondo.
Non posso pretendere che il mondo abbia il mio stesso punto
di vista, anche perché sarebbe un mondo tristissimo se tutti guardassimo le
cose dalla stessa prospettiva.
Non vi sto parlando qui di chiusura mentale del tipo “Non mi
importa di quello che accade, io faccio questo e non voglio sapere niente!!!”
sto parlando di qualcosa del tipo “Se tu hai scelto questa strada, per me va bene,
ma io ho scelto qualcosa di diverso e se vuoi ti spiego perché”.
giovedì 3 ottobre 2013
Possibilità
Impegnarsi in qualcosa è lodevole ed è molto interessante scoprire quanto si possa essere più o meno bravi nel farlo.
Ora assodato che la bravura è un pregio, proviamo ad andare oltre.
Non voglio fare un discorso sulla qualità, voglio parlare delle possibilità.
Ho partecipato poco fa ad un interessantissimo stage di aikido, che mi ha insegnato a vedere le cose da una prospettiva diversa.
Possibilità significa avere la facoltà di poter cambiare, avere la facoltà di scegliere, sentire ciò che ci accade intorno ed adattarci continuamente, essere sempre liberi di poter fare qualcosa, non si tratta di fare bene qualcosa, ma si tratta di poter fare qualcosa.
Non nego che fare bene qualcosa sia importante, ma quando riusciremo a poter fare qualcosa che è in armonia con ciò che ci circonda allora saremo veramente liberi.
Si tratta di rompere gli schemi, di sentirsi sempre liberi, ma non è una libertà del tipo "Ma che me ne frega, io lo faccio lo stesso", piuttosto è una libertà che ci offre la possibilità di adattarci continuamente al mondo che cambia, così come il fiume non si ferma mai e si adatta a tutto ciò che incontra nel suo cammino.
martedì 17 settembre 2013
Proposta di lettura
Salve a tutti,
oggi diamo un po' di "consigli per gli acquisti" come diceva qualcuno.
Tempo fa passeggiavo in libreria alla ricerca di qualcosa di nuovo da leggere, all'improvviso mi è capitato tra le mani un libro, comincio a vedere la copertina, leggere il titolo, sfogliare qualche pagina e nonostante una leggera vena di scetticismo, decido tuttavia di comprarlo e tuttora non ne sono pentito.
Quindi per tutti gli appassionati, per coloro che hanno voglia di conoscere qualche aspetto storico in più sui samurai, per gli addetti ai lavori o per i semplici curiosi, se vi interessa un po' di storia del Giappone e dei samurai, vi consiglio di leggere il seguente libro.
lunedì 19 agosto 2013
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