Come anticipato stanno partendo una serie di iniziative, questa è la prima.
Il corso comincerà ad ottobre ad Avellino.
Per tutti quelli che fossero interessati contattatemi pure.
Si ringrazia per la locandina:
La disponibilità di Fabio
La pazienza di Cristiano
La resistenza di Alessandro
Spero che i miei attuali compagni di giochi di aikido mi verranno a trovare spesso e non si dimentichino di me.
Prima di cominciare quest'avventura voglio comunque ringraziare di cuore tutta la mia famiglia parallela, ovvero tutti quelli che si sono allenati con me per anni e che mi hanno permesso di arrivare dove mi trovo attualmente.
Vi aspetto a braccia aperte.
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venerdì 22 giugno 2012
lunedì 19 marzo 2012
...Siamo ciò che pensiamo...
Dal collo in giù,l'uomo vale un paio di dollari al giorno. Dal collo in su, vale qualunque cosa la sua mente sia in grado di produrre.
("Thomas Edison")
Alcuni
metodi di insegnamento delle arti marziali hanno ereditato un approccio
orientale, il quale prevede che un allievo non debba farsi troppe domande su
quello che gli si sta insegnando, ma deve riporre una fiducia innata nel suo maestro
e ripetere lo schema che l’insegnante gli mostra senza chiedersi il perchè,
senza chiedere se è efficace o meno, senza chiedersi se quello che fa ha senso
oppure no.
Questo metodo di insegnamento non
è del tutto scorretto, ma va contestualizzato.
In oriente la pratica delle arti
marziali è (o sicuramente era) diversa dalla nostra. Tendenzialmente chi
pratica oggi, dedica qualche ora a
giorni alterni alla pratica, a differenza di quanto veniva fatto in oriente in
passato, essendo lì la pratica molto più continuativa della nostra.
Ora il punto è che applicare il
loro stile di insegnamento al nostro contesto non sempre può risultare
soddisfacente.
Infatti la nostra pratica “saltuaria” non permette di costruire
un rapporto di continuo dare/avere tra maestro e allievo.
Questo metodo di insegnamento inoltre
può anche avere un effetto controproducente: la crezione dell’allievo-automa.
Mi è capitato di vedere
praticanti di aikido che non hanno la più pallida idea di quello che gli si
chiede di fare e ripetono pedissequamente (o almeno ci provano) ciò che l’insegnante
gli ha mostrato.
Immagino che se l’insegnate
chiedesse agli allievi di mettersi un dito in un orecchio e cominciare a
saltare per 5 minuti, gli allievi magari lo farebbero.
Ovviamente dietro ad un
insegnamento del genere può esserci anche un criterio fondato, infatti si narra
che Ōsensei era solito comportarsi così:
Ōsensei mostrava una forma di ikkyo, un allievo gli
chiedeva di fargliela vedere perchè c’era qualche dettaglio di Ikkyo che non
era riuscito a mettere a fuoco ed Ōsensei senza dire una parola ripeteva la tecnica davanti
agli occhi dell’allievo, peccato però che gli faceva vedere tutt’altro, magari
faceva Shiho Nage o Kote Gaeshi.
Non starò qui a spiegarvi perchè
lo faceva, a ciascuno lo propria interpretazione, vi lascio solo la seguente
raccomandazione:
APRITE GLI OCCHI!!!!
Diffidate di chi non sempre vi
mostra il perchè delle cose.
Anche quando tutto vi sembra chiaro,
cercate di vedere le cose sempre da diverse prospettive.
Prima di poter insegnare qualcosa
agli altri bisogna essere in grado di insegnare qualcosa a se stessi.
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lunedì 20 febbraio 2012
D'amore di Aikido e di altre sciocchezze
Ovvero Riflessioni di una persona qualunque
Sono tante le volte in cui mi sono fermato a pensare, a farmi domande, a cercare risposte, a non trovare risposte (potrei andare avanti per molto...)
Ad un certo punto mi sono chiesto "Ma perchè non condividere alcuni di questi pensieri!?".
Magari quello che per me potrebbe essere inutile, si potrebbe rivelare importante per qualcun'altro o viceversa.
La condivisione è una delle cose più gratificanti di questo mondo.
Sempre se si è capaci di sapersi mettere in discussione, altrimenti diventa imposizione.
A questo punto che dire:
Per tutti quelli interessati, salite a bordo e vediamo cosa ne esce fuori.
Sono tante le volte in cui mi sono fermato a pensare, a farmi domande, a cercare risposte, a non trovare risposte (potrei andare avanti per molto...)
Ad un certo punto mi sono chiesto "Ma perchè non condividere alcuni di questi pensieri!?".
Magari quello che per me potrebbe essere inutile, si potrebbe rivelare importante per qualcun'altro o viceversa.
La condivisione è una delle cose più gratificanti di questo mondo.
Sempre se si è capaci di sapersi mettere in discussione, altrimenti diventa imposizione.
Quindi questo è lo spirito con cui nasce questo blog, il titolo del post sta ad indicare il fatto che ciò che penso ha molta attinenza con l'aikido (arte che mi segue e perseguita ormai da una vita) e l'amore, che credo sia alla base di tutto ciò che facciamo (ritengo che l'uomo difficilmente faccia ciò che non gli piace) ed ovviamente uniamo all'aikido e all'amore tante altre sciocchezze che mi vengono in mente, ed il gioco è fatto.
A questo punto che dire:
Per tutti quelli interessati, salite a bordo e vediamo cosa ne esce fuori.
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