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giovedì 8 maggio 2014

Gestire il caos

Chiudete gli occhi.
Immaginate una linea curva chiusa, con un ipotetico punto di partenza che coinciderà ovviamente con il punto di arrivo.

  


Adesso immaginate di percorrere quella linea, ed una volta arrivati al traguardo, la percorrete di nuovo, e di nuovo, e di nuovo...
Che noia!!!

Magari dopo tante volte saremo diventati dei campioni, sapremo tutto nei minimi dettagli di come si compone quella linea, ma attenzione, conosceremo solo quella linea e nient'altro.

Un po' come quando da bambini alcuni di noi giocavano con le piste automobilistiche elettriche.



Io andavo matto per quel gioco, ma diciamocela tutta, alla fine si trattava solo di gestire la velocità corretta per evitare di uscire fuori pista nelle curve, il percorso, per dirla in termini biblici, faceva già parte di un disegno ben definito.

Adesso invece provate ad immaginare un contenitore abbastanza grande da contenere un numero notevole di biglie ferme in perfetto equilibrio tra loro e voi siete una di queste biglie ferme.




Ad un certo punto nel contenitore viene inserita una biglia con una certa velocità che urterà un altra biglia all'interno del contenitore, che ne urteranno altre, le quali si andranno a scontrare contro altre ancora e così via.




Quello che accade è che voi non saprete mai chi, come e da dove vi si scaglierà contro, quello che conta è soltanto la vostra capacità di adattarsi all'interno di un sistema in continuo cambiamento.


Questa è la sostanziale differenza tra allenamento e pratica.

Ma non solo!!!

In ogni momento  della nostra vita noi abbiamo una scelta.
Vogliamo essere preda degli eventi e viverli in maniera passiva come all'interno di un percorso definito da altri oppure vogliamo essere consapevoli di ciò che accade e diventare padroni di noi stessi?

Abbiamo infinite opportunità per rendere la nostra vita speciale.

martedì 4 giugno 2013

Perché l'Aikido?

Tra le tante attività che si possono praticare, perché ho scelto proprio l’Aikido?
Potevo decidere di fare un corso di taglio e cucito, il giocatore di bocce, il lanciatore di coriandoli alle sagre paesane…



Credo che uno dei motivi principali che ci spinge a scegliere l’Aikido sia da ricercare nella sua peculiarità di non avere competizioni e gare, quindi mi sentirei di escludere l’aspetto prettamente sportivo- agonistico e quindi la voglia di primeggiare sugli altri.



Un altro motivo che escluderei è l’aspetto della difesa personale, per quanto si possa essere bravi nella pratica, credo che buona parte dei praticanti di Aikido non passi la propria vita aspettando la tanta attesa aggressione da strada che gli permetta di fare vedere quanto è bello un ikkyo sull’asfalto.




A questo punto dopo aver capito alcuni motivi che possano spingere a scartare l’aikido, mi viene da chiedermi cosa invece potrebbe farlo scegliere?
Torniamo così alla domanda iniziale.

Perché l’aikido?

Ritengo che l’aikido sia uno strumento, un mezzo che ci aiuti a lavorare su noi stessi.
L’assenza di competizione con gli altri, di cui parlavo prima, credo che vada rivalutata, in quanto la competizione esiste, ma non verso gli alti, bensì verso se stessi.
Tale competizione non cerca di prevalere sull’altro ma nasce con l’obiettivo di aiutarci a capire come possiamo affrontare le nostre paure, come essere padroni di noi in situazioni di difficoltà, come essere migliori di ciò che siamo.




In sintesi posso affermare di aver scelto l’aikido in quando eterna ricerca di miglioramento della mia persona.